Segregate in una casa per un mese e, sotto la minaccia di essere vendute, e sotto minacce di morte, costrette a prostituirsi.
Postato il | novembre 8, 2011 | 4 Commenti
NOVARA: E’ quanto accaduto, secondo la ricostruzione fornita dai carabinieri, a due giovani ucraine, 32 e 18 anni, portate in Italia con l’inganno e costrette da due connazionali (un uomo e una donna adesso in carcere) appunto a prostituirsi in un’abitazione di Comignago, sulle colline dell’Aronese.
A trarle in salvo, a seguito di una segnalazione di una connazionale (avvisata in qualche modo della situazione da una delle due vittime), i Carabinieri della Stazione di Borgo Ticino, guidati dal luogotenente Nicola Bucci, in collaborazione con i colleghi della Compagnia di Arona, comandata dal capitano Francesco Palazzo.
In carcere sono finiti Oleksandr Budz, del 1975, e Kateryna Krasovska, del 1981, che risiedevano a Novara e usavano la casa di Comignago, recentemente ristrutturata, solo per quest’attività. Le ragazze erano state chiuse a chiave all’ultimo piano e costrette a prostituirsi, senza mai uscire dall’appartamento (preso in affitto dai due arrestati). I clienti – stando a quanto ricostruito dagli inquirenti – li procacciava il 36enne.
I due arrestati sono accusati di sequestro di persona, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. Lui è in carcere a Novara, lei a Vercelli.
I risultati dell’operazione, denominata ‘Pledge’ (in italiano pegno, quello che per i due arrestati avrebbero dovuto pagare le ragazze per essere state condotte in Italia), sono stati illustrati questa mattina, sabato 5 novembre, al Comando provinciale dei Carabinieri.
«Le due giovani – ha spiegato il capitano Palazzo – erano rinchiuse nell’appartamento, a tal punto che i militari, per raggiungerle, hanno dovuto usare una scala. Allo stesso modo hanno dovuto portarle fuori. Non c’erano chiavi. Le due giovani vittime sono state trovate in uno spazio chiaramente dedicato e attrezzato al meretricio. All’inizio le due giovani hanno avuto qualche timore a parlare, ma poi, anche con l’aiuto di interpreti, hanno iniziato a raccontare la loro vicenda».
Monica Curino
Fonte: http://www.oknovara.it/news/?p=41173
Commenti
4 commenti a “Segregate in una casa per un mese e, sotto la minaccia di essere vendute, e sotto minacce di morte, costrette a prostituirsi.”
Lascia un commento











19th novembre, 2011 @ 23:07
Ecco, che paghino pegno e che il prezzo sia salato!!!
19th novembre, 2011 @ 23:09
Che valore diamo alla vita? Possibile che i soldi possano farci fare delle cose così disumane?
19th novembre, 2011 @ 23:12
Ornella, ma questi sono solo dei bastardi, non esseri umani!
26th gennaio, 2012 @ 22:49
hanno trovato la forza di liberarsi da sole, ma quante non riescono, possiamo aiutarle informandole su come restare legalmente in italia e sulle malattie a trasmissione sessuale, se riusciamo a superare la loro paura riusciamo a liberarle sempre che vogliano non devono avere paura di parlare con noi ne noi con loro,l’unico modo è pensare che sono esseri umani, non solo dirlo ciaoo maurizio