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	<title>Fiori di strada</title>
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		<title>Bisceglie, violenza sessuale su minori e prostituzione: arrestato 49enne</title>
		<link>http://www.fioridistrada.it/archives/4368</link>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 15:55:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Dercenno</dc:creator>
				<category><![CDATA[La tratta sulla stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Violenza sulle donne/minori]]></category>

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		<description><![CDATA[BISCEGLIE- Terribile vicenda di violenza sessuale su minori. Un 49enne incensurato di Bisceglie ha costretto tre minori infrasedicenni a compiere e subire rapporti sessuali e li ha indotti alla prostituzione. Identificato è stato arrestato. L’uomo,  da giugno ad ottobre dello scorso anno, a Bisceglie ed altri luoghi, ha usato violenza fisica nei confronti dei minorenni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4369" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><a href="http://www.fioridistrada.it/archives/4368/foto-di-lucrezia-lodi-3" rel="attachment wp-att-4369"><img class="size-medium wp-image-4369" title="Foto di Lucrezia Lodi © 3" src="http://www.fioridistrada.it/wp-content/uploads/2012/02/Foto-di-Lucrezia-Lodi-©-3-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Lucrezia Lodi ©</p></div>
<p style="text-align: justify;">BISCEGLIE- Terribile vicenda di violenza sessuale su minori. Un 49enne incensurato di Bisceglie ha costretto tre minori infrasedicenni a compiere e subire rapporti sessuali e li ha indotti alla prostituzione. Identificato è stato arrestato.</p>
<p style="text-align: justify;">L’uomo,  da giugno ad ottobre dello scorso anno, a Bisceglie ed altri luoghi, ha usato violenza fisica nei confronti dei minorenni costringendoli a subire rapporti e persuadendoli con la promessa che sarebbero stati accompagnati, a loro volta, a consumare rapporti sessuali con prostitute e transessuali.</p>
<p style="text-align: justify;">L’individuo, inoltre, da luglio a ottobre, a Bari e Trani, ha indotto gli stessi giovani alla prostituzione, li ha accompagnati “ sulle strade ” e li ha incitati ad adescare i potenziali clienti, evento che, comunque, non si è verificato per la consapevolezza della giovane età da parte degli avventori.</p>
<p style="text-align: justify;">A novembre del 2011 sono partite le denunce da parte dei genitori dei tre giovani  nei confronti del 49enne presentate presso i Carabinieri di Bisceglie che, giovedì sera, attivamente collaborati in fase esecutiva dai colleghi di Bergamo, in quest’ultimo centro, hanno arrestato l’uomo, in esecuzione di un’ordinanza di applicazione di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Trani, su richiesta della locale Procura della Repubblica, per violenza sessuale aggravata e continuata, nonché per prostituzione minorile.</p>
<p style="text-align: justify;">Su disposizione della Procura della Repubblica di Trani, il 49enne è stato associato presso la casa circondariale di Bergamo.</p>
<p>Fonte: http://bat.ilquotidianoitaliano.it/cronaca/2012/02/news/bisceglie-violenza-sessuale-su-minori-e-prostituzione-arrestato-49enne-6546.html/</p>
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		<title>Sms erotici e molestie a 28 ragazzine minorenni: nei guai ex poliziotto 32enne</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 16:44:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Dercenno</dc:creator>
				<category><![CDATA[La tratta sulla stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[di Laura Lorenzini ROVIGO &#8211; Avrebbe inviato una raffica di sms a una trentina di ragazzine dai 13 ai 18 anni, spacciandosi per un coetaneo. E una volta ottenuta la confidenza, si sarebbe spinto più in là, chiedendo foto a luci rosse. Con una quindicenne avrebbe intrattenuto una relazione, ma quando lei avrebbe annunciato di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4362" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><a href="http://www.fioridistrada.it/archives/4361/foto-di-lucrezia-lodi-2" rel="attachment wp-att-4362"><img class="size-medium wp-image-4362" title="Foto di Lucrezia Lodi © 2" src="http://www.fioridistrada.it/wp-content/uploads/2012/02/Foto-di-Lucrezia-Lodi-©-2-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Lucrezia Lodi ©</p></div>
<p>di Laura Lorenzini</p>
<p style="text-align: justify;">ROVIGO &#8211; Avrebbe inviato una raffica di sms a una trentina di ragazzine dai 13 ai 18 anni, spacciandosi per un coetaneo. E una volta ottenuta la confidenza, si sarebbe spinto più in là, chiedendo foto a luci rosse. Con una quindicenne avrebbe intrattenuto una relazione, ma quando lei avrebbe annunciato di troncare, lui le avrebbe proposto di continuare ad avere rapporti sessuali a pagamento. Ora M.T., agente di polizia sospeso dal servizio in seguito a una condanna per atti sessuali con minorenne, si ritrova con un procedimento a carico per molestie, violenza privata, materiale pornografico ottenuto mediante sfruttamento minorile, minacce e induzione alla prostituzione. Il giudice Carlo Negri ha fissato l’udienza preliminare al 9 marzo. Dall’indagine condotta dal pubblico ministero Sabrina Duò emergerebbe che il giovane, un 32enne di Bosaro, sarebbe riuscito ad entrare in un giro di sms telefonici tra adolescenti della provincia di Rovigo, spacciandosi per uno di loro. Avrebbe inondato di messaggini 28 ragazzine, chiedendo foto nude o in pose hard e spingendosi in allusioni sessuali esplicite. E avrebbe chiesto di volta in volta altri numeri di amiche, minacciando in caso contrario di mettere le loro foto osè su Internet. Con una quindicenne sarebbe riuscito ad avere rapporti sessuali, pare consenzienti, ma quando lei avrebbe deciso di chiudere la relazione, lui le avrebbe proposto di proseguire comunque con il sesso, pagandola per le prestazioni. La vicenda sarebbe emersa dalla segnalazione di alcuni genitori in Procura, che avrebbero visto i messaggini spinti sul cellulare delle figlie e si sarebbero allarmati. Così l’ex agente, condannato nel marzo 2011 a cinque anni di reclusione per atti sessuali con una bambina dodicenne, si ritrova ora ad affrontare una serie di accuse piuttosto pesanti. Il suo avvocato, Palmiro Franco Tosini, ha impugnato la sentenza dell’anno scorso e anche stavolta è fiducioso che il suo assistito possa dimostrare l’estraneità ai fatti. «Qualche sms c’è stato &#8211; dice &#8211; ma gran parte dell’impianto accusatorio credo sia frutto di fantasie adolescenziali. Querele non ce ne sono state. Manca quindi la procedibilità dell’azione. Al di là del rinvio a giudizio, che in questi casi è quasi d’obbligo, confido sul buon esito della vicenda». Intanto c’è la prima costituzione di parte civile da parte dei genitori di una ragazzina. Il difensore Marco Pietropolli, di Porto Viro, spiega che nel suo caso l’accusa è di molestie sessuali telefoniche e violenza privata.</p>
<p>Fonte: http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=178973&amp;sez=NORDEST</p>
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		<title>Non c’è l’obbligo di custodia in carcere per chi è accusato di stupro di gruppo</title>
		<link>http://www.fioridistrada.it/archives/4351</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 15:51:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Dercenno</dc:creator>
				<category><![CDATA[La tratta sulla stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli indagati per violenza sessuale di gruppo, anche ai danni di un minore, non devono stare necessariamente in carcere, ma potranno ottenere eventualmente anche gli arresti domiciliari. Lo ha stabilito la terza Sezione penale della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4377/2012. La Suprema Corte ha affermato che la possibilità di applicare misure cautelari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4352" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><a href="http://www.fioridistrada.it/archives/4351/foto-di-lucrezia-lodi-1" rel="attachment wp-att-4352"><img class="size-medium wp-image-4352" title="Foto di Lucrezia Lodi © 1" src="http://www.fioridistrada.it/wp-content/uploads/2012/02/Foto-di-Lucrezia-Lodi-©-1-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Lucrezia Lodi ©</p></div>
<p style="text-align: justify;"><em>Gli indagati per violenza sessuale di gruppo, anche ai danni di un minore, non devono stare necessariamente in carcere, ma potranno ottenere eventualmente anche gli arresti domiciliari.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Lo ha stabilito la terza Sezione penale della Corte di Cassazione, con la <a href="http://www.leggioggi.it/wp-content/uploads/2012/02/cassaz-stupro.pdf" target="_blank">sentenza n. 4377/2012</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">La Suprema Corte ha affermato che la possibilità di applicare misure cautelari alternative alla custodia in carcere deriva da una<strong> precisa indicazione della Corte Costituzionale</strong>, che con la <a href="http://www.leggioggi.it/allegati/corte-costituzionale-n-2652010/" target="_blank">sentenza 265/2010</a>, ha dichiarato<strong> illegittimo l’obbligo di disporre la custodia carceraria per reati attinenti la violenza sessuale</strong>. I Giudici Ermellini hanno così precisato come l’unica interpretazione possibile di quanto sancito dalla Consulta consisterebbe nell’estendere la possibilità di applicare misure diverse dalla carcerazione preventiva anche per gli indagati per il reato<em> ex</em> articolo 609 octies c.p.</p>
<p style="text-align: justify;">E a nulla servirebbe la sussistenza di<em> gravi indizi di colpevolezza</em> in capo agli indagati del reato.</p>
<p style="text-align: justify;">Effettivamente nella<a href="http://www.leggioggi.it/allegati/corte-costituzionale-n-2652010/" target="_blank"> sentenza 265/10</a> la Corte Costituzionale dichiara illegittimo il divieto di graduazione delle misure cautelari con riferimento ai reati previsti dagli articoli 600-bis, 609-bis e 609-quater, n.1, c.p. – vale a dire <em>prostituzione minorile</em>, <em>violenza sessuale</em>, <em>atti sessuali con un minore</em> – che era stato introdotto dal cosiddetto “<em><a href="http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/servizi/legislazione/sicurezza/0983_2009_02_24_DL_sicurezza.html" target="_blank">decreto sicurezza</a></em>” (dl 11/2009 convertito dalla legge 38/2009). Secondo la Corte Costituzionale, la norma risultava essere in contrasto con gli articoli 3 (uguaglianza davanti alla legge), 13 (libertà personale) e 27 (funzione della pena) della Costituzione. E per questo ha affermato la possibilità di disporre misure alternative al carcere “<em>nell’ipotesi in cui siano acquisiti elementi  specifici, in relazione al caso concreto, dai quali risulti che le esigenze cautelari possono essere soddisfate con altre misure</em>“.</p>
<p style="text-align: justify;">La Cassazione adesso estende il principio giurisprudenziale, includendo il reato di violenza sessuale di gruppo tra quelli per i quali è prevista la<em> graduazione</em> delle misure cautelati alternativa alla custodia in carcere.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel caso di specie, la Suprema Corte ha annullato con rinvio la sentenza del Tribunale del Riesame di Roma, che, confermando il carcere  per due giovani accusati di violenza sessuale di gruppo nei confronti di una ragazza , aveva dato per scontato l’obbligo di disporre la custodia in carcere per gli indagati di fronti ai gravi indizi di colpevolezza del reato<em> ex</em> articolo 609 octies Cp. Secondo il ragionamento seguito dalla Cassazione, il principio affermato dalla Consulta spiega che la disciplina delle misure cautelari è ispirata alla filosofia del «<em>minore sacrificio necessario</em>» assicurato da meccanismi individualizzati di «<em>pluralità graduata</em>» che non ammettono né automatismi né presunzioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Se fossimo in presenza di gravi reati di mafia, spiega la Suprema Corte richiamando la sentenza della Corte Costituzionale, avrebbe un senso escludere altre misure cautelari alternative al carcere, come ha affermato anche la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Ma il decreto sicurezza, introduce un obbligo che non può trovare riscontro nel nostro sistema costituzionale: non è possibile, a parere della Consulta, equiparare i reati sessuali ai delitti di mafia, ai fini dell’applicazione delle misure cautelari; i primi, a differenza dei secondi, di norma non presentano legami qualificati fra l’indagato e un ambiente delinquenziale pericoloso, circostanza che impedisce il ricorso a misure alternative al carcere.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia la Corte sembra riconoscere ed apprezzare la ratio del<a href="http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/servizi/legislazione/sicurezza/0983_2009_02_24_DL_sicurezza.html" target="_blank"> dl 11/2009</a>, e cioè dare una risposta forte ( ovvero l’obbligo di carcerazione preventiva ) all’allarme sociale diffusosi per il moltiplicarsi di delitti a sfondo sessuale.<strong> Ma la necessità di reagire alle pressioni dell’opinione pubblica non deve rientrare tra le funzioni né tra le finalità della custodia preventiva.</strong> Il reato di cui articolo 609 octies Cp, continua la cassazione, è costituito da elementi essenziali molto simili a quelli per cui la Consulta ha cancellato il divieto di misure alternative: la custodia cautelare in carcere, quindi, non può essere la regola neppure per chi è fortemente sospettato di aver partecipato a uno stupro di gruppo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il fascicolo torna adesso allo stesso giudice del Riesame, perchè faccia una nuova valutazione, tenendo conto questa volta dell’interpretazione estensiva data dalla Suprema Corte alla <a href="http://www.leggioggi.it/allegati/corte-costituzionale-n-2652010/" target="_blank">sentenza n. 265 del 2010</a> della Corte Costituzionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Come prevedibile, infuria la polemica.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>E’ aberrante applicare misure alternative al carcere per lo stupro di gruppo. La Cassazione ha lanciato una bomba ad orologeria pronta ad esplodere e a depotenziare tale grave reato. Una donna che vede negato il carcere per i suoi carnefici subisce una seconda violenza</em>” afferma Alessandra Mussolini del Pdl.  Di “ <em>sentenza impossibile da condividere, contro le donne, che manda un messaggio sbagliato</em> - parla invece Mara Carfagna, ex ministro per le Pari Opportunità - <em>Le aggravanti per i reati di violenza sessuale furono introdotte proprio per evitare lo scempio della condanna senza un giorno di carcere per chi commette un reato grave come questo</em>“.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Sentenza  lacerante</em>” è invece il commento di Barbara Pollastrini del Pd, mentre per la deputata del Pd Donata Lenzi la sentenza “<em>sarà un’ulteriore spinta al silenzio per le donne che subiscono violenza</em>“.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.leggioggi.it/wp-content/uploads/2012/02/cassaz-stupro.pdf" target="_blank">Qui il testo integrale della sentenza n. 4377/2012 della terza sezione penale della Corte di Cassazione</a></p>
<p>Fonte: http://www.leggioggi.it/2012/02/03/non-ce-lobbligo-di-custodia-in-carcere-per-chi-e-indagato-per-stupro-di-gruppo/</p>
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		<title>Segregate in una casa per un mese e, sotto la minaccia di essere vendute, e sotto minacce di morte, costrette a prostituirsi.</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 12:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Dercenno</dc:creator>
				<category><![CDATA[La tratta sulla stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[NOVARA: E&#8217; quanto accaduto, secondo la ricostruzione fornita dai carabinieri, a due giovani ucraine, 32 e 18 anni, portate in Italia con l’inganno e costrette da due connazionali (un uomo e una donna adesso in carcere) appunto a prostituirsi in un’abitazione di Comignago, sulle colline dell’Aronese. A trarle in salvo, a seguito di una segnalazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4340" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.fioridistrada.it/archives/4339/anb-2" rel="attachment wp-att-4340"><img class="size-medium wp-image-4340" title="anb" src="http://www.fioridistrada.it/wp-content/uploads/2011/11/anb-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" /></a><p class="wp-caption-text">Immagine dal web</p></div>
<p style="text-align: justify;">NOVARA: E&#8217; quanto accaduto, secondo la ricostruzione fornita dai carabinieri, a due giovani ucraine, 32 e 18 anni, portate in Italia con l’inganno e costrette da due connazionali (un uomo e una donna adesso in carcere) appunto a prostituirsi in un’abitazione di Comignago, sulle colline dell’Aronese.</p>
<p style="text-align: justify;">A trarle in salvo, a seguito di una segnalazione di una connazionale (avvisata in qualche modo della situazione da una delle due vittime), i Carabinieri della Stazione di Borgo Ticino, guidati dal luogotenente Nicola Bucci, in collaborazione con i colleghi della Compagnia di Arona, comandata dal capitano Francesco Palazzo.<br />
In carcere sono finiti Oleksandr Budz, del 1975, e Kateryna Krasovska, del 1981, che risiedevano a Novara e usavano la casa di Comignago, recentemente ristrutturata, solo per quest’attività. Le ragazze erano state chiuse a chiave all’ultimo piano e costrette a prostituirsi, senza mai uscire dall’appartamento (preso in affitto dai due arrestati). I clienti – stando a quanto ricostruito dagli inquirenti – li procacciava il 36enne.</p>
<p style="text-align: justify;">I due arrestati sono accusati di sequestro di persona, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. Lui è in carcere a Novara, lei a Vercelli.<br />
I risultati dell’operazione, denominata ‘Pledge’ (in italiano pegno, quello che per i due arrestati avrebbero dovuto pagare le ragazze per essere state condotte in Italia), sono stati illustrati questa mattina, sabato 5 novembre, al Comando provinciale dei Carabinieri.<br />
«Le due giovani – ha spiegato il capitano Palazzo – erano rinchiuse nell’appartamento, a tal punto che i militari, per raggiungerle, hanno dovuto usare una scala. Allo stesso modo hanno dovuto portarle fuori. Non c’erano chiavi. Le due giovani vittime sono state trovate in uno spazio chiaramente dedicato e attrezzato al meretricio. All’inizio le due giovani hanno avuto qualche timore a parlare, ma poi, anche con l’aiuto di interpreti, hanno iniziato a raccontare la loro vicenda».</p>
<p><em> Monica Curino</em></p>
<p>Fonte: http://www.oknovara.it/news/?p=41173</p>
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		<title>Violenta due bimbi pagando la madre: condannato a 9 anni</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 12:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Dercenno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Violenza sulle donne/minori]]></category>

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		<description><![CDATA[LECCE &#8211; E&#8217; stato condannato a nove anni di reclusione D. C., di 54 anni di Uggiano La Chiesa, accusato di avere violentato due bambini con il consenso della madre. L&#8217;uomo è stato giudicato con il rito abbreviato dal gup Giovanni Gallo, al quale il pm Carmen Ruggiero aveva chiesto la condanna a quattordici anni. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<div id="attachment_4335" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.fioridistrada.it/archives/4334/muro-2" rel="attachment wp-att-4335"><img class="size-medium wp-image-4335" title="muro" src="http://www.fioridistrada.it/wp-content/uploads/2011/11/muro-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Immagine dal web</p></div>
<p style="text-align: justify;">LECCE &#8211; E&#8217; stato condannato a nove anni di reclusione D. C., di 54 anni di Uggiano La Chiesa, accusato di avere violentato due bambini con il consenso della madre.</p>
</div>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;uomo è stato giudicato con il rito abbreviato dal gup Giovanni Gallo, al quale il pm Carmen Ruggiero aveva chiesto la condanna a quattordici anni. I fatti contestati risalgono agli anni 2008 e 2009 e si sarebbero consumati nella casa in cui i due fratellini, un maschio e una bambina, vivevano con la mamma.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarebbe stata proprio quest&#8217;ultima, secondo le ipotesi accusatorie, a &#8220;vendere&#8221; i propri figli a uomini con cui aveva rapporti a pagamento. A maggio, all&#8217;esito delle indagini dei carabinieri, finirono in carcere, oltre alla donna (accusata di favoreggiamento della prostituzione e maltrattamenti in famiglia) anche un ventiduenne e il cinquantaquattrenne che oggi è comparso davanti al gup.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;accusa mossa nei loro confronti era violenza sessuale, aggravata dalla minore età delle vittime e dal diniego che le stesse hanno cercato di mettere in atto. La mamma dei bambini e il ventiduenne hanno scelto di essere giudicati con il rito ordinario. I due fratellini, che durante le indagini avevano ricostruito con precisione le violenze subite, sono stati sottratti alla potestà della madre e affidati ad una famiglia del paese.</p>
<p>Fonte: http://www.ilpaesenuovo.it/index.php/cronaca/provincia/25077-violenza-su-due-fratellini-salentino-condannato-a-nove-anni-di-carcere-.html</p>
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		<title>Botte e percosse per farla prostituire: giovane salvata dai carabinieri</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Nov 2011 13:30:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Dercenno</dc:creator>
				<category><![CDATA[La tratta sulla stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Botte e percosse per farla prostituire: giovane salvata dai carabinieri „Voleva farla prostituire, al suo netto rifiuto, ha cominciata a colpirla con una pentola minacciando di non smettere fino a quando non si fosse convinta a vendersi Finisce l&#8217;incubo di una ragazza di 21 anni, cittadina romena, che, viveva in una situazione di violenza e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4330" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.fioridistrada.it/archives/4329/frclne1oohsuu3bapfyepkypo1_500" rel="attachment wp-att-4330"><img class="size-medium wp-image-4330" title="quadro" src="http://www.fioridistrada.it/wp-content/uploads/2011/11/fRclnE1oohsuu3baPFyePkYPo1_500-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" /></a><p class="wp-caption-text">Immagine dal web</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong><strong>Botte e percosse per farla prostituire: giovane salvata dai carabinieri</strong><br />
„Voleva farla prostituire, al suo netto rifiuto, ha cominciata a colpirla con una pentola minacciando di non smettere fino a quando non si fosse convinta a vendersi </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Finisce l&#8217;incubo di una ragazza di 21 anni, cittadina romena</strong>, che, viveva in una situazione di violenza e degrado e che stava rischiando di finire nel giro della prostituzione. L&#8217;intervento dei Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma ha fatto sì che la giovane sia stata salvata dal suo aguzzino.<br />
I due, un romeno di 50 anni, già conosciuto alle forze dell&#8217;ordine, e la giovane connazionale di 21 anni, vivevano in un riparo di fortuna: una baracca allestita sotto il ponte Giacomo Matteotti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;uomo aveva pensato di poter sfruttare la ragazza per entrare nel business della prostituzione</strong>, tentando di convincerla a collaborare per far si che le loro condizioni di vita migliorassero. Al netto rifiuto opposto dalla 21enne, l&#8217;uomo è andato su tutte le furie: ha afferrato una pentola ed ha iniziato a colpirla violentemente su tutto il corpo, giurando che non avrebbe smesso finché lei non si fosse convinta a prostitursi.<img src="http://adv.strategy.it/www/delivery/lg.php?bannerid=285&amp;campaignid=114&amp;zoneid=45&amp;loc=1&amp;referer=http%3A%2F%2Fwww.romatoday.it%2Fcronaca%2Fprostituzione-baracca-ponte-matteotti.html&amp;cb=026fbedc3b" alt="" width="0" height="0" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le grida della ragazza sono state avvertite dal personale della vicina caserma</strong> del distaccamento fluviale dei Vigili del Fuoco che hanno immediatamente contattato il &#8220;112&#8243;. I Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma, prontamente intervenuti sulla banchina del Tevere, hanno bloccato l&#8217;esagitato cittadino romeno e sequestrato la pentola con cui stava percuotendo la vittima che trasportata all&#8217;ospedale &#8220;Santo Spirito&#8221;, è stata medicata e dimessa con 7 giorni di prognosi. Il cittadino romeno, associato al carcere di Regina Coeli, dovrà rispondere di induzione alla prostituzione con violenze e minacce.</p>
<p>Fonte: http://www.romatoday.it/cronaca/prostituzione-baracca-ponte-matteotti.html</p>
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		<title>Prostituzione al centro massaggi E tra i clienti c&#8217;è anche un prete</title>
		<link>http://www.fioridistrada.it/archives/4321</link>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 12:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Dercenno</dc:creator>
				<category><![CDATA[La tratta sulla stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Scoperto in flagranza con altri clienti. Prima ha finto un dolore muscolare, poi ha ammesso «che era lì per altro». Nella sua agenda i numeri di altri centri, in tutta Italia VERONA- C&#8217;era anche un sacerdote tra i clienti di un centro massaggi, dove alcune donne si prostituivano, gestito da una cinese a Verona. La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4323" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.fioridistrada.it/archives/4321/giiatt00031220100403-2" rel="attachment wp-att-4323"><img class="size-medium wp-image-4323" title="giIATT00031220100403" src="http://www.fioridistrada.it/wp-content/uploads/2011/10/giIATT000312201004031-300x252.jpg" alt="" width="300" height="252" /></a><p class="wp-caption-text">Immagine dal web</p></div>
<h2 style="text-align: justify;">Scoperto in flagranza con altri clienti. Prima ha finto un dolore muscolare, poi ha ammesso «che era lì per altro». Nella sua agenda i numeri di altri centri, in tutta Italia</h2>
<p style="text-align: justify;">VERONA- C&#8217;era anche un sacerdote tra i clienti di un centro massaggi, dove alcune donne si prostituivano, gestito da una cinese a Verona. La squadra mobile ha arrestato la titolare, una cittadina cinese 30enne, con l&#8217;accusa di sfruttamento della prostituzione. Quando gli agenti sono intervenuti, hanno trovato quattro giovani cinesi, tutte in regola con il permesso di soggiorno, che intrattenevano dei clienti, tra cui anche il religioso.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le indagini hanno appurato</strong> che nei momenti di maggiore punta il centro richiamava fino a 40 clienti al giorno, tutti uomini tra i 35 e 60 anni. E tra loro anche il prete. «All&#8217;inizio &#8211; ha spiegato il capo della mobile, Gianpaolo Trevisi &#8211; si è giustificato dicendo che voleva curare una lombosciatalgia, ma poi in questura ha ammesso che era lì per altro. Nell&#8217;agenda aveva i numeri di centri massaggi anche in altre città, compresa Roma». Il centro massaggi è stato sequestrato. La squadra mobile ha inviato un&#8217;informativa alla Guardia di Finanza per gli aspetti fiscali, mentre al Comune di Verona spetterà il compito di valutare l&#8217;eventuale ritiro della licenza.<em> (Ansa)</em></p>
<p>Fonte: http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2011/21-ottobre-2011/prostituzione-centro-massaggi-clienti-c-anche-prete-1901900291446.shtml</p>
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		<title>Prostituta rumena fa arrestare i suoi aguzzini</title>
		<link>http://www.fioridistrada.it/archives/4316</link>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 10:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Dercenno</dc:creator>
				<category><![CDATA[La tratta sulla stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[BARI – “Ti faccio mangiare la terra”, “ammazzo i tuoi parenti in Romania”. Era questo il tenore delle minacce che avrebbero dovuto convincerla a piegarsi alla volontà dei suoi aguzzini. Ma non è tutto perchè nei cinque-sei giorni in cui è rimasta segregata in una villetta-bunker di San Giorgio, è stata selvaggiamente picchiata e più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste">
<div style="text-align: justify;">
<div id="attachment_4317" class="wp-caption alignleft" style="width: 272px"><a href="http://www.fioridistrada.it/archives/4316/attachment/30510" rel="attachment wp-att-4317"><img class="size-medium wp-image-4317" title="30510" src="http://www.fioridistrada.it/wp-content/uploads/2011/10/30510-262x300.jpg" alt="" width="262" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Immagine dal web</p></div>
<p>BARI – “Ti faccio mangiare la terra”, “ammazzo i tuoi parenti in Romania”. Era questo il tenore delle minacce che avrebbero dovuto convincerla a piegarsi alla volontà dei suoi aguzzini. Ma non è tutto perchè nei cinque-sei giorni in cui è rimasta segregata in una villetta-bunker di San Giorgio, è stata selvaggiamente picchiata e più volte violentata. la sua ostinazione, però, è stata più forte della brutalità del suo aspirante sfruttatore e del complice. Quando è stata liberata e accompagnata sul posto dove avrebbe dovuto prostituirsi per conto del pappone, si è fatta accompagnare dal primo cliente al Commissariato di polizia di Bari Carrassi dove ha raccontato la sua odissea.</p></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Ora la ragazza, una ventenne rumena, si trova in una casa protetta mentre i suoi due aguzzini sono in carcere. Mercoledì scorso è stato sottoposto a fermo (convalidato) Vasile Calin, 37 anni, con le accuse di sequestro di persona, violenza sessuale, sfruttamento della prostituzione, minacce gravi e lesioni personali. Ieri, è finito in trappola il suo presunto complice, Marian Nicu Bozgan, 23 anni, anche lui rumeno di etnì rom. Nei suoi confronti è stata eseguita una ordinanza di custodia cautelare, firmata dal gip Michele Parisi su richiesta del sostituto procuratore Baldo Pisani, per concorso in sequestro di persona e violenza sessuale.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Dieci giorni di indagini dei poliziotti del Commissariato Carrassi e della Squadra Mobile sono bastati a ricostruire la triste vicenda  nei minimi particolari.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">La 20enne rumena, in Italia da circa 8 mesi, ai primi di settembre aveva deciso di trasferirsi da Milano a Capurso dove aveva trovato ospitalità a ca­sa di una amica. Di giorno si prostituiva autonomamente sulla strada provinciale Adelfia-Rutigliano. Il 10 ottobre scorso è successo qualcosa che le ha stravolto la vita. Dal racconto della giovane, sono arrivati Calin e Bozgan a bordo di un’auto che l’avrebbero prelevata con la forza e portata in una villetta sul lungomare di San Giorgio. Una casa con finestre rinforzate da grate in ferro che ben presto si è trasformata nella sua prigione. “Se vuoi prostituirti devi passare da noi” sarebbe stato il senso delle intenzioni dei due rumeni. Agli altri uomini presenti in casa, riferendosi alla ragazza, Calin avrebbe detto “Questa è mia”, come se fosse un oggetto di cui rivendicare il possesso. Rinchiusa da sola in una stanza per 5-6 giorni, per convincerla a fare ciò che volevano, l’hanno picchiata con calci e pugni all’addome e violentata a più riprese. Eppoi minacciata in tutti i modi e persino costretta a fumare spinelli. Quando pensavano che ormai si fosse rassegnata, sabato scorso i due rom l’hanno messa su un’auto e scaricata sulla provinciale Adelfia-Rutigliano dove avrebbe dovuto prostituirsi per loro. Ma la ragazza non ha perso tempo: si è fatta accompagnare dal primo cliente alla polizia. Agli agenti del Commissariato Carrassi ha descritto nei minini dettagli i due aguzzini, la loro auto e la villetta in cui è stata segregata. In 48 ore gli investigatori hanno catturato prima Calin e poi Bozgan. Durante l’irruzione nella villetta di San Giorgio, utilizzata come base logistica e non come luogo di incontro coi clienti, hanno trovato altre cinque giovani prostitute rumene e altri tre uomini il cui ruolo è ancora da chiarire.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Come pure la polizia dovrà ascoltare il proprietario della casa di San Giorgio che, a quanto pare, vive in una abitazione attigua. Le ragazze, invece, non hanno voluto collaborare in nessun modo. Addosso a Calin, mercoledì scorso, gli agenti hanno trovato 1.800 euro ritenuti il ricavato dello sfruttamento della prostituzione.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Quanto alla 20enne rumena, la speranza è che altre giovani nella medesima situazione possano seguire il suo esempio.</div>
<div id="_mcePaste"><strong>Nicola Tursi</strong></div>
</div>
<div>
<p>Fonte: http://www.barisera.net/site/prostituta-rumena-fa-arrestare-i-suoi-aguzzini-34479.html</p>
<h2 class="singlePageTitle"></h2>
</div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Prostituta rapita e violentata cliente l&#8217;accompagna, lei denuncia</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 15:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Dercenno</dc:creator>
				<category><![CDATA[La tratta sulla stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Violenza sulle donne/minori]]></category>

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		<description><![CDATA[In manette due connazionali che l&#8217;avevano prelevata dalla strada e segregata in una villa di San Giorgio per poi costringerla a lavorare per loro. L&#8217;uomo le dà il coraggio di parlare e insieme vanno in commissariato La scelta di stare sulla strada e prostituirsi si è traformata in un incubo dopo che due suoi connazionali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4310" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.fioridistrada.it/archives/4309/sv-prostitucija-2" rel="attachment wp-att-4310"><img class="size-medium wp-image-4310" title="sv-PRO" src="http://www.fioridistrada.it/wp-content/uploads/2011/10/sv-PROSTITUCIJA-300x191.jpg" alt="" width="300" height="191" /></a><p class="wp-caption-text">Immagine dal web</p></div>
<p style="text-align: justify;">In manette due connazionali che l&#8217;avevano prelevata dalla strada e segregata in una villa di San Giorgio per poi costringerla a lavorare per loro. L&#8217;uomo le dà il coraggio di parlare e insieme vanno in commissariato</p>
<p style="text-align: justify;">La scelta di stare sulla strada e prostituirsi si è traformata in un incubo dopo che due suoi connazionali romeni l&#8217;avevano prevelata dalla provinciale Adelfia-Rutigliano per portarla in una villa di San Giorgio, segregarla, violentarla, picchiarla e costringerla a lavorare per loro. Ma la ragazza, 20 anni, ha trovato però il coraggio di denunciare i due uomini grazie all&#8217;interessamento di un cliente che l&#8217;ha convinta a parlare e l&#8217;ha accompagnata al commissariato.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Bari e del Commissariato di Polizia &#8216;Carrassi&#8217; hanno così individuato e arrestato Vasile Calin, 37 anni, e Nicu Marian Bozgan, 31 anni. Sono accusati di sequestro di persona, violenza carnale, percosse e minacce gravi.</p>
<p style="text-align: justify;">La vittima, arrivata a Bari nei primi giorni di settembre, ha esercitato in modo autonomo la prostituzione sulla strada provinciale Adelfia-Rutigliano fino al 10 ottobre, quando è stata prelevata con la forza e segregata nell&#8217;abitazione dove<br />
ha subito le violenze. La mattinata del 15 ottobre la donna, dopo aver raccontato a un cliente quanto capitatogli, è stata convinta dall&#8217;uomo a presentare una denuncia per sottrarsi allo sfruttamento.</p>
<p>Fonte: http://bari.repubblica.it/cronaca/2011/10/22/news/prostituzione-23659890/</p>
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		<title>Tricase, l&#8217;allenatore confessa «Sì, ho abusato di due ragazzi»</title>
		<link>http://www.fioridistrada.it/archives/4302</link>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 12:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Dercenno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Violenza sulle donne/minori]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; TRICASE &#8211; Ha ammesso, fra le lacrime, di aver avuto incontri sessuali con due adolescenti. Lo ha fatto ieri, nel corso delle due ore e mezzo di interrogatorio nel carcere di Lecce, Vincenzo Alfarano, l’allenatore di calcetto residente a Tricase accusato di violenza sessuale nei confronti di alcuni piccoli allievi. Cinque, per la precisione, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_4303" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.fioridistrada.it/archives/4302/kenia-principale-2" rel="attachment wp-att-4303"><img class="size-medium wp-image-4303" title="kenia principale" src="http://www.fioridistrada.it/wp-content/uploads/2011/10/kenia-principale-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Immagine dal web</p></div>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">TRICASE &#8211; Ha ammesso, fra le lacrime, di aver avuto incontri sessuali con due adolescenti. Lo ha fatto ieri, nel corso delle due ore e mezzo di interrogatorio nel carcere di Lecce, Vincenzo Alfarano, l’allenatore di calcetto residente a Tricase accusato di violenza sessuale nei confronti di alcuni piccoli allievi. Cinque, per la precisione, quelli cui fa riferimento l’ordinanza del giudice per le indagini preliminari Alcide Maritati.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Nel corso del faccia a faccia con il magistrato, a cui ha partecipato anche il pubblico ministero Carmen Ruggiero, Alfarano ha ammesso quei contatti rispondendo a tutte le domande che gli sono state rivolte dagli inquirenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ha negato, però, di aver molestato gli altri tre ragazzini, sostenendo di non averli mai sfiorati. Al massimo qualche carezza, o qualche pacca sul sedere. Niente, però, che abbia a che vedere con la malizia.</p>
<p style="text-align: justify;">L’arrestato ha ridimensionato anche il meccanismo delle elargizioni di denaro ai ragazzini, che gli sono valse l’accusa di induzione alla prostituzione. Quelle somme, dai 15 ai 20 euro, non volevano rappresentare una sorta di esca per costringere i ragazzi ad andare da lui, ma più semplicemente un piccolo regalo, come si fa tra persone che si vogliono bene.</p>
<p style="text-align: justify;">Impossibile negare le responsabilità per le immagini o i messaggi che sono stati trovati sul suo cellulare, oppure i filmati innocenti di ragazzini corredati da commenti osceni.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel corso del colloquio, avrebbe poi minimizzato i presunti ricatti rivolti ai ragazzi per invitarli a tacere in merito ai suoi incontri. Ai carabinieri, i ragazzini avevano raccontato che Alfarano li aveva minacciati dicendo che avrebbe alimentato in paese voci su una loro presunta omosessualità. In un caso, poi, avrebbe detto ad un giovane che avrebbe fatto chiudere il negozio del padre grazie all’intervento di un parente finanziere.</p>
<p style="text-align: justify;">In merito, Alfarano si è giustificato dicendo che si era trattato di banali litigi.</p>
<p style="text-align: justify;">Gran parte delle accuse, o perlomeno quelle più gravi, sono state confermate. A quanto si è appreso, l’allenatore non avrebbe esplicitato a parole il suo pentimento, limitandosi a narrare gli episodi avvenuti con estrema sofferenza, fino alle lacrime.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla fine dell’interrogatorio, per due volte, non è riuscito a trattenere le lacrime.</p>
<p style="text-align: justify;">Le accuse che gli muove la Procura potrebbero costargli dai 10 ai 15 anni di carcere: violenza sessuale aggravata, induzione alla prostituzione, pornografia minorile, stalking e molestie.</p>
<p>L’indagato è difeso dall’avvocato Tony Indino.</p>
<p>Fonte: http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=464278&amp;IDCategoria=1</p>
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